“Dipende da dove vuoi andare” di Stefania Convalle, Edizioni Convalle

Se fino a ieri abbiamo parlato di prefazioni e ringraziamenti, oggi vorrei affrontare l’argomento copertina. Un argomento di vitale importanza o sopravalutato? Un effetto ottico primario obbligatorio o un esperimento di marketing? E, ancora, un biglietto da visita intrigante o una fuorviante immagine per catturare il lettore e niente più?

Ammetto di non essere un’esteta e di non aver mai scelto un libro (esclusivamente) in base alla copertina. Ciò non toglie che ci sono alcune copertine che sanno raccontare, molto più di altre. Mi è capitato di trovarmi tra le mani dei piccoli gioielli fotografici che si aprono su sfondi eleganti, caldi, dove il carattere di stampa del titolo e dei dati dell’autore completano e formano un quadro armonico.

Uno di questi è sicuramente “Dipende da dove vuoi andare” di Stefania Convalle edito dall’omonima casa editrice e vincitore del Premio Microeditoria di Qualità 2017.

La copertina che l’autrice-editrice ha scelto è una foto anticata di un paio di scarpe rosse, eleganti con tacco, abbandonate su un tappeto di velluto della stessa tonalità delle scarpe. Lo sfondo, dagli avvolgenti colori del legno, esalta i toni e una luce, quasi impercettibile, dall’alto, illumina un lato dello sfondo.

Una scelta non causale, questa dell’autrice, che presenta la trama e annuncia il viaggio.

Siamo in un paese che finisce nel mare. C’è una bella casa il cui patio si affaccia direttamente sulla spiaggia, dove il caffè del mattino ha il profumo della salsedine. C’è una donna, Anna, e il suo compagno, Luca. Sarebbe tutto perfetto, armonico, pacifico. Sarebbe una vita da sogno, di quelle che leggi da piccola, nelle favole.

Invece…

Anna è una vittima. È una donna sola che ha subito violenze, che ha perso dignità e vita, dentro quella casa che, in principio, profumava di mare e speranza.

Luca è il suo aggressore, l’uomo che avrebbe dovuto proteggerla, amarla, accompagnarla ovunque lei avesse voluto andare.

Stefania Convalle in questo romanzo dalle tinte forti e dominanti accompagna il lettore nella commuovente vicenda di Anna attraverso la voce di un’altra donna: Maria. Questo esperimento di scrittura – evocativa e struggente – in abbinamento alla trama sapientemente costruita, permette al lettore di varcare la soglia di una dimensione innaturale ma, proprio per questo, affascinane e autentica.

Sulla strada di Maria, lo avrete capito, giunge Luca.

Maria è una giovane studentessa di psicologia che per mantenersi serve zuppa di pesce in un ristorantino sul mare. Luca è proprio lì, seduto, e quando lei arriva con un panino e una birra una scintilla si accende. Una scintilla malata, che resterà accesa per gran parte del romanzo.

La storia inizia: calici di vino fresco di sera, caffè forti di mattina. E, per Maria, un sordo presagio che la confonde. Le ombre la invadono, scende la sera, il buio più oscuro che una donna possa vedere. E proprio in questo buio accecante, l’autrice accende una luce. È una fiamma fioca all’inizio, ma mentre Maria affronta se stessa e la sua paura, la luce diventa più calda e sicura. Ci sono altri calici di vino da sollevare e dei biscotti fragranti; ci sono i ricordi dell’infanzia a base di lasagne e di bignè; c’è il profumo della torta di mele che avvolge come una calda coperta di lana. C’è ancora vita da vivere, per Maria. Ancora tanta.

In questa opera, l’autrice usa il suo stile narrativo personale e lo trasforma in una voce che ti entra dentro, che non puoi far a meno di ascoltare e che, sul finire, ti lascia un retrogusto dolce-amaro. È un messaggio, questo romanzo. È un urlo, un groviglio di speranze e ombre, una lotta tra il bene e il male, è l’universo femminile che si spezza e si ricompone, per mano di quello maschile.

A tutte le donne in difficoltà, che possano dire presto: di nuovo, io”: questo è l’augurio che formula l’autrice, al quale non posso far altro che aggiungermi.

Si ringrazia l’autrice per l’invio diretto del romanzo.

Nota biografica dell’autrice:

Stefania Convalle ha al suo attivo numerose pubblicazioni: romanzi, poesie, opere sperimentali a più mani e un manuale di scrittura. Tra i riconoscimenti più importanti, il Premio Giovani “Microeditoria di qualità”: nel 2017 con il romanzo “Dipende da dove vuoi andare” e nel 2018 con “Il silenzio addosso”; entrambe le opere sono state presentate nel programma “Milleeunlibro” di Rai Uno. Nel 2020 “Anime Antiche” si aggiudica il “Marchio della Microeditoria”.

Scrittrice, organizzatrice di eventi culturali, ha fondato il Premio Letterario “Dentro l’amore”. Writer Coach, Talent Scout, Stefania Convalle è anche editrice dal 2017, anno di fondazione della Edizioni Convalle, “una casa editrice col cuore d’autore”, come ama definirla.

Link di acquisto del libro:

https://www.edizioniconvalle.com/dipende-da-dove-vuoi-andare-c2x27065290

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