“La danza degli angeli” di Monica Lamanna, Robin Edizioni

Era venuto il momento di far vedere la mia danza degli angeli a tutti.

La danza è un mezzo di comunicazione attraverso il quale l’artista trova un equilibrio con se stesso, il suo corpo, le emozioni e la messa in scena dell’atto. Ci sono molti artisti che instaurano un rapporto diretto col pubblico, che riescono a condurre una conversazione con gli altri attraverso il coordinamento dei movimenti, allineati alla musica, alle luci, all’atmosfera, che lavorano di forza e disciplina e che non smettono mai di credere nel loro sogno. I danzatori, dicevo, sanno esprimere sentimenti ed emozioni attraverso un lavoro estenuante a cui sottopongono il loro corpo (e la loro mente) e, nell’atto finale, lo spettacolo, arrivano a dimostrare tutto il loro “sapere”. Questa è la parte ovvia. Quella che tutti conosciamo, quella parte che “vediamo e sentiamo”.

Tuttavia, c’è qualcosa di più profondo e sconosciuto, in quest’arte che ha il potere di conquistare un pubblico sempre più vasto e misto (adulti e bambini, adolescenti e nonni). C’è un percorso segreto, non visibile agli occhi del pubblico, che si cela dentro l’artista: è un insieme di movimenti liberi, puri e sciolti che nascono dall’anima. È qualcosa di innato e privato, un bisogno di vivere più che una tecnica acquisita. È quella danza speciale e unica che Monica Lamanna racconta nel suo romanzo “La danza degli angeli” edito da Robin Edizioni.

Francesca è il corpo attraverso il quale la danza emerge con naturalezza, e questo la porta dall’Italia a New York. È un viaggio verso la speranza, verso la possibilità di approfondire il suo talento. Ospite della nonna Amelia, titolare della pasticceria Ferretti, Francesca vive di muscoli e tempra, si allena, frequenta la scuola, sgranocchia crackers, quando è sfinita dalle lezioni si concede un hamburger e ci crede.

Jamie è un avvocato che sta per trattare uno degli affari più gloriosi della sua carriera: la costruzione di un centro commerciale dove adesso sorge la pasticceria Ferretti. È un giovane di bell’aspetto che sta scalando il successo a suon di affari e intuito, che sta comodo in una relazione sentimentale poco impegnativa.

Come avrete capito, l’autrice sceglie di intrecciare le tre vite in un insieme di fatti a rotazione.

La trama si apre con l’incontro tra Jamie e Francesca – un incidente –  e l’alchimia è così forte che nemmeno loro ci credono, in principio. I due sono strabiliati, si cercando, si trovano, non sanno nulla dei passi nel futuro che stanno per compiere e del disastro che Jamie sta per compiere, per portare a termine la sua mansione. Attenzione, però, perché niente è come sembra… La trama, infatti, a un certo punto si vela di intrighi e sotterfugi e devia in un finale ben strutturato.

Monica Lamanna attraverso una scrittura semplice e diretta, composta per lo più da brevi periodi che conferiscono al testo un andamento equilibrato e di gradevole lettura, ci accompagna nella vita dei tre personaggi e ha la capacità di raccontare frames e immagini tanto che per gran parte della lettura mi è parso di “vedere” le scene, come all’interno di un film.

L’autrice ambienta il romanzo in una moderna New York, in una società all’apparenza rivolta al business e al potere, nella quale le personalità emergono con forza. Francesca è una ragazza che attraverso la danza esprime i riflessi della sua anima, che non riesce a tenere a bada i ricordi di bambina quando la nonna la invitava a preparare con lei i dolcetti al rum, che capisce il disagio di Amelia, quando a tavola ci sono i pancakes bruciati, che si ritrova a mangiare un hot-dog con Jamie prima che possa rendersi conto del suo coinvolgimento. Jamie preferisce i pasti frugali a base di panini e birra ma con Francesca il tempo sembra aver dilatato ogni dettaglio, e proprio in pasticceria, quando riceve in dono un dolce a base di ricotta, le sue certezze iniziano a vacillare. Amelia è una donna coraggiosa che lotta per tenere aperta la sua pasticceria, che nei dolci trova un appiglio al dolore per la perdita del marito e che, pur non essendo una voce diretta all’interno della narrazione, ha un ruolo fondamentale nella trama e nel racconto gastronomico.

Monica Lamanna racconta una storia d’amore e di speranza, una storia che segue un percorso stabilito e ben articolato e, proprio per questo, rende la lettura piacevole. La narrazione in prima persona, i colpi di scena e la confortevole aria d’amore e semplicità che aleggia per gran parte del romanzo sono elementi aggiuntivi che rendono “La danza degli angeli” una lettura fresca, che non passa mai di moda.

Si ringrazia l’autrice per l’invio del romanzo.

Nota biografica dell’autrice:

Monica Lamanna è nata il 20 ottobre 1969 a Salerno, città nella quale vive con il marito Massimo e i suoi tre figli Manuel, Giusy e Christian. Dopo essersi laureata in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Salerno ha svolto per pochi anni la professione di contabile c/o vari studi, poi ha superato un concorso nel 2004 ed è diventata insegnante di diritto ed economia. Attualmente presta servizio in un istituto tecnico commerciale di Salerno. Questo è il suo primo libro e oltre a scrivere ama leggere, andare al cinema, fare sport e naturalmente insegnare, che non considera essere solo un lavoro, ma una vera e propria missione alla quale dedica passione e attenzione. Ha iniziato a scrivere questo romanzo circa quattro anni fa, soprattutto durante i lunghi e frequenti viaggi in treno che, per lavoro, la portavano al Nord, a Verona, splendida cittadina ma tanto lontana dai suoi affetti. La passione per la scrittura, così come per la lettura, l’accompagna sin da quando era bambina. Legge e scrive romanzi in cui il protagonista è soprattutto l’amore che è l’unico sentimento che riesce davvero ad emozionarla.

Il libro lo trovate qui:

https://www.lafeltrinelli.it/smartphone/libri/monica-lamanna/danza-angeli/9788872746868

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