“La svolta”di Anna Maria Castoldi, Miriam Donati e Giuseppe Milanesi – Edizioni Convalle

“…Ricordati, se mai dovessi aver bisogno di una mano che ti aiuti, che ne troverai una alla fine del tuo braccio…Nel diventare più maturo scoprirai che hai due mani. Una per aiutare te stesso, l’altra per aiutare gli altri…” Audrey Hepburn

Che rapporto aveva Audrey Hepburn con la paura? Molti di noi ricordano la sua eleganza, il suo fascino, la sua bellezza semplice, quasi angelica. Molti di noi associano la sua figura alla fortunata carriera cinematografica e al successo che ne è derivato, nonché ai riconoscimenti che il suo talento le ha permesso di ottenere. Tuttavia, questa iconica attrice che visse nel secolo scorso fu una donna coraggiosa, che seppe affrontare gli anni bui della seconda guerra mondiale donando se stessa agli altri, a una causa maggiore, alla solidarietà e all’accoglienza. La sua famiglia, infatti, durante gli anni crudeli della guerra si fece carico di un soldato inglese, lo nascose tra le mura domestiche, e lei, tolti i panni della dolce e bella fanciulla, divenne una coraggiosa staffetta che consegnava messaggi in codice tra prigionieri e partigiani. Aveva paura, sicuramente. Immaginate una giovane di bell’aspetto, abituata a una vita appagante e agiata, correre tra le vie buie della notte, con indosso un mantello di lana per proteggersi dal vento tagliente e da ombre pericolose, con addosso parole che le sarebbero costate la vita. Eppure, il destino (il fato, la vita, il futuro, il coraggio scegliete voi) la obbligò ad adattarsi, a vivere la sua paura, a finirci dentro e a riemergere con forza e determinazione. Perché è il bene che abita in ognuno di noi a spingerci laddove non penseremmo mai di arrivare.

Leggere “La svolta” il romanzo scritto da Anna Maria Castoldi, Miriam Donati e Giuseppe Milanesi, pubblicato da Edizioni Convalle, è stato come tuffarsi nella forza che abitava in Audrey Hepburn quando sfidava il male in nome del bene. Questo romanzo, scritto a tre menti e sei mani, è un romanzo coraggioso, che si spinge all’interno delle pieghe dell’esistenza di  tre personaggi: Elsa, una donna che ha scelto una professione ambigua per ribellione o solitudine, per timidezza o comodità; Maria, una giovane donna il cui destino sembra già segnato da una storia d’amore sbagliata, nella quale lei è l’ultima, la donna del carcerato, la mamma sola, la contabile che non sbaglia mai i conti di casa, perché quando le spese superano le entrate gli errori sarebbero miracoli. E, infine, Fabio con la sua vita perfetta: il lavoro, il successo, la gratifica economica, una moglie, una figlia, la certezza di sapere che tutto andrà sempre per il verso giusto. Ogni evento sarebbe al suo posto, insomma, peccato che il destino ci metta lo zampino, soprattutto quando dovrebbe voltarsi dall’altra parte. Il mondo dei tre personaggi si capovolge: Maria trova Elsa e inizia il suo lavoro come colf, Elsa, a causa di una malattia, si trova a dover fare i conti con la solitudine che tanto aveva amato e si affida totalmente alle cure di Maria mentre Fabio perde tutto. Quando dico tutto significa tutto.

In questo romanzo, le idee degli autori si fondono fino a creare una sorta di danza tra le caratteristiche dei personaggi, l’evolversi della trama segue un ritmo cauto, in principio, poi diventa ininterrotto, martellante. Il lettore si ritrova legato alla sorte dei tre protagonisti (e di tutti gli altri personaggi che compongono la trama tra cui Lampo – l’amico a quattro zampe – e Dario – il figlio di Maria -) con naturalezza e genuinità. Un occhio attento trova in questo romanzo una particolarità di grande effetto: gli autori hanno spezzato il racconto in due parti stilistiche diverse tra loro. La prima è una sorta di diario in prima persona mentre nella seconda troviamo una svolta: il racconto diventa in terza, affidato a un narratore che conduce e convince.

Questa tecnica (non semplice, se pensiamo che le menti al lavoro sullo stesso progetto di scrittura sono tre) è riuscita a rappresentare al meglio i personaggi, le loro anime e il loro vissuto pronto ad affrontare presente e, soprattutto futuro.

Ho provato empatia verso Maria nei momenti caffè della mattina, quelli che serve alla padrona, lei che si è convinta di appartenere a un destino avverso; quando annusa i profumi di cavolo, cipolla e stufato che impregnano l’aria della sera, gli stessi che le permettono di provare un’insolita soddisfazione e quando la sua forza primordiale (l’essere madre) si accanisce sul coltello che taglia zucchine.

Ho provato pena per Elsa, nella sua prima vita, quando ha il dovere di restare a dieta di cibo e sentimenti; quando prova rigetto per la colazione che Maria le prepara a base di bruschetta e caffè e quando invece, convalescente, si abbandona a tisane, filetti e brodo caldo; quando capisce che ormai non può più fare a meno delle cene e dei pranzi in compagnia; quando affonda le dita nel sacchetto di patatine e lo fa di nascosto, alla guida, come se quel segreto la riportasse indietro, nell’infanzia terminata troppo presto.

E infine Fabio…  ho sentito la forza della mano tendersi, la stessa citata da Audrey Hepburn. Perché quando Fabio perde, perde anche il lettore. Lo strappo lo senti, non puoi farne a meno e, in questa rappresentazione, la bravura degli autori è sorprendente. Ti trovi a fare il tifo in occasione della sua prima svolta quando commercia prosciutto e vino e vorresti proteggerlo dal fallimento che senti nell’aria; ti commuovi, quando il pane e un avanzo di carne diventano il fondamento di un sentimento solidale che sarà, poi, molto più che un’amicizia; quando il cibo manca e in quella mancanza vedi ombre ingiuste. Nella svolta, la seconda, ti trovi a riflettere, quando è il momento del riciclo, della rinascita, di una nuova vita che va dalla cucina alla prospettiva di creare qualcosa dal niente, dalla polvere, dalla rabbia, dalla forza e soprattutto dall’aver imparato ad affrontare la vita e la paura.

“La svolta” non è un libro festoso (anche se non mancano passaggi di leggerezza inseriti con metodo e sensibilità). È piuttosto un romanzo di analisi, di incontro con le ombre e i dolori che vorremmo evitare, con la solitudine che temiamo, con il fallimento economico-sociale che vorremmo non si accanisse mai sulle nostre vite. E’ come uno specchio, “La svolta”, nel quale vediamo le nostre paure. Paure che, senza la presenza degli Altri, non potremmo mai affrontare.

Nota: i diritti d’autore del ricavato delle vendite del libro saranno devoluti alla Fondazione Opera San Francesco per i poveri Onlus – Viale Piave, 2 – 20129 Milano- http://www.operasanfrancesco.it.

Link d’acquisto:

La svolta_ 9788885434370 (edizioniconvalle.com)

Si ringraziano gli autori per l’invio diretto del manoscritto.

BIOGRAFIE PARALLELE Castoldi Donati Milanesi:

Siamo tre amici scrittori: Anna Maria Castoldi, Miriam Donati e Giuseppe Milanesi. Nati negli anni cinquanta, abitiamo nell’hinterland nord di Milano. Ci incontriamo nel 2012, scopriamo di avere in comune la passione per la scrittura e, per il desiderio di scrivere sperimentando nuove strade,decidiamo di formare un trio che scrive il romanzo La svolta. Elaborare un testo insieme ha comportato uno sconvolgimento che ci ha costretto a confrontarci con i nostri limiti e a provare nuove strade, spesso non facili, un po’ come i personaggi di cui raccontiamo la storia.

Anna Maria Castoldi e Miriam Donati, entrambe pensionate (nella vita precedente una era assistente socio sanitaria nel pubblico, l’altra area manager in aziende private commerciali) dopo aver vinto alcuni concorsi per racconti sia da sole sia in coppia negli anni 2014, 2015 e 2016, hanno pubblicato insieme due gialli: nel 2017 Delitti nell’orto e nel 2018 Fughe e ritorni-– la sciura Marpol indaga ancora, finalista al Garfagnana in Giallo 2018. Delitti nell’orto – le prime indagini della sciura Marpol è stato ripubblicato nel 2020 da Edizioni Convalle con l’aggiunta di una indagine supplementare.

Giuseppe Milanesi, responsabile linee produzione alimentari, ha pubblicato con Silele Il canto del corniolo e Il sostegno, una storia di rugby, una storia di vita e a partire dal 2007 con lo pseudonimo di Emil Ganesi tre noir: La tela del ragno – Ennepilibri, Il macabro ballo delle ombre e Expo 2015, il lato oscuro di Milano – Silele edizioni.

Una opinione su "“La svolta”di Anna Maria Castoldi, Miriam Donati e Giuseppe Milanesi – Edizioni Convalle"

  1. Una recensione che è una comunione con i personaggi di cui l’autrice coglie carattere, personalità e obiettivi emoatizzando con le loro “svolte”

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: