“L’ultimo canto della fenice” di Agnese Messina

Mi piacerebbe condividere la mia idea “coloristica” dell’Italia con un pittore: gli confesserei che mi piace attribuire un colore a ogni regione, una nuance per ogni zona. La Lombardia è un azzurro scuro, come i suoi laghi; il Trentino è il verde smeraldo dei suoi boschi; il Piemonte è un marrone scuro, come il suo cioccolato. La Puglia è un intenso blu, come il suo mare; gli Appennini sono verde scuro, il verde tipico dei faggi i cui rami s’intrecciano verso il cielo; la Sicilia è l’arancione, come il colore delle arance che splendono, a ridosso del mare, il cui profumo inebria l’aria e la rende unica.

Potrei continuare, associando regioni, pianure, alture a molte altre tonalità, ma vi voglio risparmiare le mie colorate fantasie.

Vi parlo invece di chi, con i colori e col vento profumato della Sicilia ha un rapporto vivo e competente, molto più del mio, senza dubbio.

Lei è Agnese Messina e nel suo “L’ultimo canto della fenice” l’arte e la Sicilia sono due sfondi che si abbracciano stretti, come se fossero una cosa sola, un unico grande ambiente narrativo. Il doppio che diventa uno non è solo attribuibile a questo: una grande storia d’amore, già dalle prime battute, conferma la teoria sopra citata. Agnese Messina esprime un talento gradevolissimo in questo percorso perché riesce a suddividere lo spazio del suo mondo letterario  in modo equo e il risultato è una suspence che conduce laggiù, in quel momento che si nasconde in ogni riga ma che il lettore non vuole accettare.

Ogni riferimento culinario ha un suo ruolo preciso in questo gioco d’unione, ed è legato a ogni personaggio in modo chiaro e indelebile.

C’è Giorgio che offre il primo caffè ad Antea e davanti a quella bevanda che mette il suo stomaco in allerta, si trova spiazzato, tanta è la bellezza della giovane dai capelli colore delle arance mature.

C’è Sior Bartolo, i suoi tè e i biscotti che offre agli allievi nelle lunghe sedute di lavoro, nel suo atelier. Il tè col suo dolce sapore di erbe lontane ha il potere di accendere i sensi, gli stessi che non riescono a tenere a bada Antea e Ares, loro che hanno fatto di vita e arte un solo universo, incomprensibile ad altri.

Ci sono le tavole perfette, agghindate con piatti antichi e tessuti pregiati, quando Antea resta a cena, a casa di Ares, e quel profumo di famiglia che proviene dalla cucina è qualcosa di irresistibile, che unisce, con ancora più ardore, e dove vivono i ricordi di pane e marmellata che resteranno impressi nel tempo.

Ci sono i momenti “pizza” che dovrebbero rallegrare l’atmosfera e che invece la rendono irrespirabile, altri che amplificano scelte e indicano direzioni a senso unico.

E, infine, o dovrei dire in principio, c’è un risotto davanti al quale due destini vengono disegnati.

Agnese Messina ha una penna sofisticata ed evocativa, classica e corposa. Il suo vagare tra i sentimenti più reconditi che invadono l’animo umano è una costante. I temi che lei esplora, attraverso la narrazione delle vicende di Antea, Ares e Giorgio sono tra i più cari alla letteratura classica: il tradimento, l’amore, l’indecisione, l’ardore, la follia, la verità. E’ un continuo saliscendi, anche per il lettore il quale si prepara a chiedersi quale sia il bene e dove sia, invece, il luogo dove guardare in faccia i propri errori.

Si ringrazia l’autrice per l’invio diretto del manoscritto.

Nota biografica dell’autrice:

nata a Catania nel 1989, Agnese è una ragazza dalle mille sfaccettature. Diplomata all’Istituto Tecnico Aeronautico, laureata in Scienze Naturali prima, e in Biologia Ambientale poi, è ad oggi dottoranda presso l’Università degli Studi di Catania. Nonostante gli studi di stampo prettamente tecnico-scientifico, l’amore per la letteratura non l’ha mai abbandonata; avida lettrice di classici fin dall’adolescenza, inizia a scrivere i primi piccoli racconti a sedici anni, ottenendo diversi riconoscimenti. Sebbene abbia dovuto abbandonare per qualche anno la propria passione per la scrittura, grazie alla fine degli studi accademici magistrali ha da poco completato la stesura di un romanzo, attualmente in fase di editing. Sogna di poter coniugare i suoi “due mondi”: scienza e letteratura. Appassionata di entomologia forense, disciplina a cui sta al momento dedicando i propri studi, spera un giorno di poter mettere su carta un personaggio che sappia rendere onore a questa scienza ancora poco conosciuta, dimostrandone l’utilità nelle indagini grazie alla propria penna.

Libro disponibile per l’acquisto su: https://www.amazon.it/dp/B0882VQSJQ

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