“Solo cinque” di Gaia Valeria Patierno. #boodinterviste – #boodperglialtri

C’è una figura professionale che è nata per soddisfare i sogni dei bambini: è la Baby Party Planner. Si tratta di un professionista che si colloca tra il Wedding Planner e il più generico Party Planner ma, appunto, vista la categoria di utenti alla quale si rivolge, questa figura, negli anni, si è specializzata, affinando le mansioni al fine di rispettare e garantire le richieste e i desideri dei più piccoli. Starete immaginando palloncini festosi a forma di unicorno o torte a strati a forma di astronavi o automobili, festoni allegri e luci colorate… sì, è proprio così. Questa professione rappresenta a tutti gli effetti l’ilarità, l’innocenza, i sorrisi e la spensieratezza e, non credo sia un caso, che sia stata usata in “Solo cinque” di Gaia Valeria Patierno.

Irene, la protagonista, è mamma di due gemelli di tre anni prossimi all’ingresso alla scuola materna, è fedele moglie di Mauro, e si è costruita un’attività indipendente che gestisce con impegno. Il suo mondo è fatto di zucchero, cacao, farina, nuove idee e allestimenti all’alba, di una moka gorgogliante e di colazioni avvolgenti, di merende al parco e di gelati che consolano come solo sanno fare. Questo è il mondo in cui lei appare, si muove, si sveglia, chiede a sua madre quel pasticcio che rende i pranzi speciali. Ma un mondo non basta, a volte, ed è proprio questo che accade a Irene. Mentre la vita le ruota attorno, lei mette un piede fuori dal cerchio: inizia a concedersi un brivido alcolico, a sfidare lo sguardo superficiale di Mauro, a domandarsi se sia giusta, quella solitudine, il bisogno di scoprire il suo ruolo diventa sempre più solido e reale mentre un’ossessione s’impadronisce di lei, l’avvolge, la spinge in una direzione che la confonde. La spinta, tuttavia, è troppo forte per essere domata: Irene diventa presto qualcuno che non avrebbe mai pensato di poter diventare.

L’autrice ha creato un mondo parallelo, occulto, violento, eroico, nel quale la giustizia e l’ingiustizia corrono lungo il ciglio di un burrone, nel quale la verità e la bugia si scambiano di posto e nel quale le vittime e i carnefici s’incontrano sulla stessa strada. Il ruolo della donna, inoltre, è narrato attraverso ruoli e posizioni: c’è la maestra dei gemelli – ambigua e gelida –, la mamma di Irene – pilastro tenace – e Sofia – energica e sicura di sé. In questo stesso mondo l’autrice, con coraggio e ardore, ha scelto di spingersi tra le ombre della violenza nel mondo dell’infanzia.  Il risultato è un libro complesso ma originale, la cui lettura, a volte, diventa gravosa, non certo per lo stile narrativo, quanto per le domande e le emozioni che scaturiscono, le stesse che sono opera di una penna di grande talento.

Dopo questa premessa, vi voglio portare a conoscere l’autrice che, con grande disponibilità, ha accettato di rispondere a qualche domanda.

Buongiorno Gaia Valeria e benvenuta. Raccontaci di te.

Ciao io sono Gaia, ho 47 anni, sono sposata e ho due bimbi, di 10 e 6 anni. Lavoro da anni in un Ministero e per passione … mi sono scoperta autrice!

Innanzitutto, vorrei che ci raccontassi come e dove hai trovato l’ispirazione per “Solo Cinque”.

La storia da cui prendono spunto gli avvenimenti di Solo Cinque è realmente avvenuta nell’estate del 2019 a pochi passi da casa mia. Come Irene, la mia “eroina”, anche io sono rimasta spiazzata da un evento così brutale e ne è scaturita, a poco a poco, l’intera trama del libro. Del resto, non solo la vicenda della bimba gettata nel fiume è reale ma lo sono tutte le storie narrate nel romanzo tranne, ovviamente, quella dei protagonisti, che lo è solo in minima parte. Sono tutte vicende di cronaca nera italiana, alcune tristemente note e facilmente riconoscibili.

Ho introdotto la professione di Irene. Ho inteso la tua scelta di affidarle questo ruolo così festoso e gioioso per “bilanciare” la brutalità nella quale lei si ritrova protagonista. È giusta, questa mia osservazione?

Sì, hai colto nel segno e, inoltre, c’è dentro anche un elemento fortemente autobiografico… Proprio sabato scorso alle 7 di mattina io stessa annodavo palloncini sotto il gazebo di un parco pubblico per il compleanno del mio figlio minore…

Nel libro tratti anche il tema del lavoro delle mamme, un tema sempre molto attuale perché pone in essere il principio del conflitto eterno che investe le donne. Ci vuoi dire qualcosa in più?

Il mio libro si sofferma sulla condizione femminile, la donna all’interno della famiglia, ad una prima lettura sembra inneggiare fortemente all’emancipazione poi, però, se ci si addentra ci si rende conto che la stessa Irene … non ha cognome, se non quello del marito!

Forse le catene che stringono certe realtà sono più radicate di quanto si pensi …

Quali sono le tue passioni, oltre la scrittura?

Realizzo cake design per le feste di bambini e mi piace allenarmi in palestra, sono una piccola Irene anche io!

Raccontaci, se puoi, i tuoi prossimi progetti letterari e non.

Solo Cinque ha un suo seguito che si chiama Lo Spettacolo, che è uscito il 28 agosto scorso e sta seguendo brillantemente le orme del suo predecessore; sto lavorando a un breve spin off natalizio che spero di riuscire a portare a termine, ma non dico di più per scaramanzia.

Ci tengo a ricordare che tutti i miei romanzi devolvono la totalità dei proventi in beneficienza, a vantaggio delle famiglie di bambini affetti da malattie rare o gravi disabilità; nel corso del 2020 abbiamo raccolto circa 15000 euro per un totale di quasi 5000 copie vendute tra cartaceo ed ebook. Spero di bissare questo successo anche quest’anno.

Lo speriamo anche noi!

Si ringrazia l’autrice per il file lettura in omaggio.

Nota biografica dell’autrice:

Gaia Valeria Patierno nasce a Roma nel 1974. Nel 1992 consegue il diploma di liceo classico, successivamente si laurea tre volte: nel 1998, in giurisprudenza, nel 2004 in politiche pubbliche e nel 2006 in pubblica amministrazione. Dal 2001 è specialista del settore giuridico presso il Ministero della Salute. È sposata e madre di due figli. Il suo romanzo di esordio è “Solo Cinque”, pubblicato nel luglio 2020 e collegato a un progetto di solidarietà che ha devoluto tutti i proventi a bambini affetti da gravi disabilità o patologie rare. “Lo Spettacolo” è il seguito del precedente romanzo e sposa la stessa causa.

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