“La teoria del dado bianco” di Alessandro Lanini, Scatole Parlanti.

La teoria del dado bianco

“La vita comincia dove finiscono le abitudini.” Citazione tratta da “La teoria del dado bianco”.

La comfort zone è un’amica fidata per Gabriele Bonucci, protagonista del romanzo “La teoria del dado bianco” di Alessandro Lanini, edito da Scatole Parlanti. La struttura delle sue giornate è consolidata e strategica: un lavoro come magazziniere presso l’azienda di e-commerce più famosa del mondo, un gruppo variegato di colleghi e colleghe, serate ad elargire consigli tecnologici alla nonna, un progetto da sviluppare senza fretta e nessun coinvolgimento sentimentale di rilievo. Un evento improvviso e inaspettato scuote la sua tranquillità: è l’apericena con gli ex compagni di classe. Il ritrovo è in un moderno locale cittadino, affollato al punto giusto, ed è a base di parmigiana, lasagne, salame e spritz. Un menu difficile da digerire, come l’idea dell’incontro e le prime fasi della reunion.

La teoria del dado bianco” racconta una storia moderna, il cui protagonista invita il lettore a conoscere un periodo della sua vita ben circoscritto: non ci sono viaggi temporali, se non per qualche necessario riferimento. Questa scelta evidenzia ulteriormente il presente temporale su cui si poggia l’intera opera e, a mio avviso, rappresenta al meglio lo stile narrativo dell’autore.

Uno stile che mi ha conquistata, già dalle prime battute. La penna di Alessandro Lanini è fresca e divertente. Gli scambi di battute sono esilaranti e le riflessioni di Gabriele sono spassose: si passa da metafore cinematografiche a una sorta di dialogo confidenziale col lettore. Un dialogo che porta riflessioni e che strappa sorrisi.

L’autoironia e la sensazione di autenticità sono le colonne portanti che gratificano il lettore.

Tuttavia, è necessaria un’ulteriore nota: non aspettatevi un libro comico, perché “La teoria del dado bianco” non lo è. Il protagonista racconta la storia comune a molti giovani i cui sogni sono rimasti tali: un lavoro poco soddisfacente, una buona dose di solitudine, la voglia di lasciare qualcosa di sé, in questo mondo che dimentica in fretta e corre veloce.

Per rappresentare le sfaccettature della nostra società, Alessandro Lanini ha scelto un’ambientazione cittadina e due settori lavorativi interessanti: la sede di un e-commerce e l’ambiente televisivo. La concretezza da una parte, l’immagine dall’altra. Fattori che sono stati esplorati e raccontati dalle voci del romanzo.

E infine, non potevano certo mancare gli affetti: tocca a Gabriele, il viaggio nei sentimenti, ma anche ad altri personaggi chiave dell’opera (personaggi che non citerò, per non rovinarvi la sorpresa).

Quando leggere “La teoria del dado bianco”? Quando avvertite il desiderio di guardare la vita con ironica determinazione: Gabriele Bonucci sarà il vostro coach.  

Si ringrazia Valentina Petrucci dell’ufficio stampa per il file lettura in omaggio.

Nota biografica dell’autore:

Alessandro Lanini è nato a Montevarchi (AR) nel 1986 e vive a San Giovanni Valdarno. Ha esordito nel 2019 con il romanzo L’infinito non è adesso (Porto Seguro).

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