“Francesco, L’uomo che dava del tu alla vita” di Carmine Scavello, Edizioni Convalle (Prefazione di Maria Rita Sanna).

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“I fornelli non bastavano per tutti e gli occupanti si mettevano in fila per cucinare; era ovvio a questo punto mettersi insieme in quanto, per esempio, il tempo di cottura di uno o più piatti di pasta o del sugo di pomodoro era in definitiva lo stesso. Un tegame per più persone era un’ottima soluzione, pratica e intelligente. Gli ospiti impararono a conoscere gli altri sapori e odori fino ad allora sconosciuti”. Citazione tratta da “Francesco, L’uomo che dava del tu alla vita”.

Scrivere una storia biografica o che si avvicini molto alla vita di una persona non è cosa semplice, scrive Maria Rita Sanna nella prefazione che ha dedicato a “Francesco, L’uomo che dava del tu alla vita” di Carmine Scavello, Edizioni Convalle. Condivido il concetto e aggiungo anche che, a volte, è davvero difficile trovare qualcosa di interessante da raccontare. Soprattutto in un libro.

Iniziando la lettura di “Francesco, L’uomo che dava del tu alla vita” mi sono subito resa conto che, non solo avevo tra le mani una storia interessante, ma che era una testimonianza di valore, una di quelle che ti gusti ancora per un po’, dopo aver terminato.

Di cosa ci parla, “Francesco, L’uomo che dava del tu alla vita”?

L’autore ripercorre l’esistenza di un uomo al quale è molto legato. Francesco, questo è il nome del protagonista, nasce in un piccolo paese della Calabria, nel secolo scorso, e da qui inizia la narrazione.

Il bambino cresce in fretta e la sua prima mansione è quella di occuparsi di un gregge di capretti e imparare a fare il formaggio.

Da quel momento, per Francesco inizia la vita adulta.

Nel mezzo della lettura, il lettore si immerge nei suoi affetti, nella sua infanzia, nel suo diventare grande; si trova tra le pieghe della sua vita, nei suoi sentimenti, nei fatti che hanno cambiato per sempre il suo destino. Scopriamo le tradizioni del luogo di nascita (non conoscevo la strina e mi ha ricordato l’Halloween importato dagli Stati Uniti); le superstizioni (nella scena del matrimonio), i valori (tanti e tutti meritevoli) e la crescita personale. Una crescita che l’autore amplia di dettagli quando racconta il sacrificio di emigrare per “mandare le rimesse mensili a casa” e tutto ciò che il viaggio verso l’ignoto comporta.

Mentre la narrazione scorre e si scoprono altri elementi della vita di Francesco, c’è un unico e rilevante messaggio positivo che emerge con forza: è un uomo speciale, oggi lo definiremmo un leader. Lo è per quel suo modo di affrontare le tante fatiche che la vita gli ha riservato; per la sua umiltà; per la sua voglia di imparare; per la sua empatia. La sua volontà, il suo impegno e la voglia di non arrendersi sono elementi reggenti, che tornano spesso durante la lettura.

Sono tanti i significati che mi hanno colpito, di questo libro. Non potendo citarli tutti, ne ho scelto due che ho avvertito in maniera profonda. Il primo è il legame che l’uomo ha avuto con il lavoro. C’è un passaggio che ho amato e che vi riporto:

Francesco aveva imparato che nella vita tutti i lavori andavano svolti con amore e passione; senza quegli elementi positivi sarebbero subentrate la noia e la malavoglia per svolgerli”.

Il secondo è relativo ai legami familiari. Emergono rispetto, vicinanza, rinunce e ruoli che, oggi nella nostra modernità, hanno un sapore autentico, onesto.

È onesta è la scrittura di Carmine Scavello che riesce a mettere in ordine eventi, esplorare sentimenti e a fornire al lettore tante piccole grandi lezioni di vita.

Si ringrazia l’editore per il file lettura in omaggio.

Nota biografica dell’autore:

Carmine Scavello è nato a Terravecchia (CS). Abita ormai da tanti anni in Lombardia, a Cernusco S/N (MI); qui coltiva l’interesse per gli studi storici e sociali. La passione per l’etnografia e l’antropologia culturale e l’amore per la scrittura, oltre alla necessità di condividere le sue ricerche e riflessioni, sono motivi di ispirazione per i suoi libri. Ha pubblicato sei opere con l’Editore Ferrari: “Il borgo del tempo sospeso” (2013); “Il tempo sbiadito” (2014); “La fabbrica dei ricordi” (2015); “I battiti dell’amore” (2015); “Storie Storiucce Storielle” (2017); “Ti racconto il mare” (2019). Nel 2021 entra a far parte di Edizioni Convalle con la quale pubblica “Canti Canzoni Cantanti”, nel 2022 “La parola ai pregi e ai difetti umani” e nel 2023 il romanzo “Francesco, L’uomo che dava del tu alla vita”. Inoltre, nel 2021 vince la sezione dedicata alla fotografia all’interno del Premio Letterario Dentro L’amore.

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