Recensione: “Privato S.” di Andrea Cerra, Edizioni Convalle. Prefazione di Silvana Da Roit.

Privato S.

Tornando verso casa, Carlo decise di fare una sosta in un fast food. Erano passate le tredici e aveva una fame terribile. Divorò un panino con le patatine per poi ripartire: direzione Castello Sforzesco. Citazione tratta da Privato S.

Se vi chiedessi di associare un simbolo alla città di Milano, cosa vi verrebbe in mente? Duomo, Castello Sforzesco, Navigli, Parco Sempione?

Ognuno avrebbe un’idea diversa, probabilmente. Credo, però, che saremmo tutti d’accordo nel constatare che Milano emana un’atmosfera tutta sua, come se fosse privata: ci sono i locali alla moda e i cortili che raccontano storie passate; c’è la modernità architettonica che si sposa con i monumenti artistici; c’è chi ci è nato e chi ci è arrivato con una valigia di sogni.

La Milano moderna è l’ambientazione del thriller psicologico Privato S. di Andrea Cerra, Edizioni Convalle e le ambientazioni citate ci sono tutte, ben inserite, raccontate con personalità. Cerra, inoltre, in un momento delicato della narrazione, mi ha fatto un regalo inaspettato ma graditissimo: ha citato il nome originale della chiesa.

La parte migliore dell’ambientazione, però e a mio avviso, è quando mi sono trovata tra le vie meno conosciute, quelle nascoste e un po’ insolite: i quartieri nei quali “l’alto tasso di occupazione abusiva aveva fatto crollare il livello di manutenzione degli edifici” e i quelli in prossimità dell’aeroporto di Linate, giusto per citarne un paio. Lo sguardo sulla città è completo: si vedono le contraddizioni e le bellezze, le ombre e le luci.

Ho scritto che Privato S. è un thriller e di fatto, se volessimo inserirlo in una categoria, questa sarebbe la più appropriata. Gli elementi ci sono tutti: colpi di scena, inganni, violenza, soprusi e un cold case da risolvere. Poi c’è la componente psicologica, che in questo romanzo è altrettanto forte: sono tanti i personaggi che devono lottare contro demoni, tormenti e solitudini. Una caratteristica che, tuttavia, salta all’occhio subito, già dalle primissime pagine, è la nota ironica che Andrea Cerra ha scelto per la narrazione. Nei dialoghi, soprattutto. Non mancano le battute e quell’aria frizzante che si respira, tra amici, soprattutto con quelli di un tempo, quelli che non ti hanno dimenticato. I flashback temporali, invece, confermano l’atmosfera noir e sono molto esplicativi.

Sul protagonista dell’opera – Carlo Milton – l’autore fa centro.

Carlo è un uomo in bilico tra passato e presente. Nel suo passato c’è una carriera militare che si è conclusa a causa di un incidente: Carlo, nel presente narrativo, è costretto a fare i conti con dolori fisici ed emotivi. Difficile dire quale di questi sia il fardello più pesante da sostenere: ho fatto il tifo per lui, per la sua rinascita, fino all’ultimo capitolo, fino all’ultima parola. Il personaggio che Carlo Milton incarna mi è piaciuto perché è come un simbolo. È un uomo normale: non avrebbe mai pensato che un giorno il destino gli avrebbe presentato un conto così tanto salato. Un conto che deve trovare il modo di pagare senza finire in bancarotta. Una salita ardua, insomma, ma Carlo insegna che forza e coraggio servono sempre, in ogni battaglia.

E poi, è un fan di Agatha Christie, è simpatico e acuto, ama la musica americana, preferisce i panini del fast food e una birra del Bar Paddy’s piuttosto che la cucina asiatica.

Andrea Cerra, infine, in Privato S. non dimentica la nota sentimentale: l’amicizia, la genitorialità e l’amore sono parte integrante dell’opera.

Si ringrazia l’editore per il file lettura in omaggio.

Nota biografica dell’autore:

Andrea Cerra nasce a Milano il 3 gennaio 1978. Cresce nell’hinterland milanese col sogno di diventare pilota d’aereo. Non riuscendo a entrare in accademia, termina gli studi e comincia a lavorare come consulente creditizio. Legge libri gialli e d’avventura e la sua scrittrice preferita è Agatha Christie. Dopo un grave incidente avvenuto nel 2007, inizia a scrivere pensieri e racconti: prima di carattere intimo e personale, poi lasciando libertà alla propria fantasia. Terminato il rapporto con un giornale locale col quale collabora per alcuni articoli, il lockdown del 2020 gli dà il tempo di scrivere il suo romanzo d’esordio: “Privato S.”

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